domenica 30 agosto 2026

Io vi troverò - (film)

LUMEN - Vorrei parlarti del film IO VI TROVERO' con Liam Neeson. So bene che in questo tipo di film occorre la sospensione dell'incredulità per accettare che un uomo solo possa sgominare una intera banda composta da molte persone, ma qui c'è dell'altro: c'è una inverosimiglianza legale ancora più eccessiva. Lui commette una serie incredibile di omicidi e violenze, si trova a Parigi, una città piena di poliziotti, e nessuno gli chiede nulla, tanto che può tornarsene a casa con la figlia salvata, con un semplice braccio al collo. Insomma....

COPILOT - In effetti, Taken (Io vi troverò) è un film che chiede allo spettatore non solo la sospensione dell’incredulità, ma a tratti la sospensione del codice penale internazionale.

In Taken non è solo improbabile che un uomo solo sgomini un’intera rete criminale internazionale… è giuridicamente impossibile che possa farlo in una capitale europea senza che nessuno lo fermi.

E qui il film diventa quasi comico — involontariamente.

⚖️ 1. Bryan Mills commette una quantità industriale di reati

In circa 90 minuti, Bryan:

  • uccide una dozzina di persone

  • tortura un sospettato con metodi da manuale della CIA anni ’70

  • spara in luoghi pubblici

  • causa incidenti stradali

  • irrompe in proprietà private

  • sequestra persone

  • minaccia funzionari pubblici

  • distrugge infrastrutture

  • entra in un bordello clandestino armato

  • affronta un miliardario su uno yacht privato

È un curriculum criminale che, in qualsiasi ordinamento europeo, lo porterebbe direttamente all’ergastolo.

🚓 2. Parigi è piena di poliziotti… ma nessuno lo nota

Ed è qui che il film diventa quasi surreale.

Parigi è una delle città più sorvegliate d’Europa:

  • pattuglie ovunque

  • telecamere ovunque

  • controlli ovunque

  • polizia municipale, nazionale, gendarmerie

  • protocolli antiterrorismo rigidissimi

Eppure Bryan Mills:

  • gira armato

  • corre

  • spara

  • uccide

  • fugge

  • entra e esce da edifici sorvegliati

  • si muove come se fosse invisibile

È come se avesse un superpotere: non essere mai visto dalle autorità francesi.

🧩 3. Il paradosso finale: torna a casa come se nulla fosse

Ed eccoci al tuo punto più brillante.

Dopo aver:

  • ucciso criminali

  • violato leggi internazionali

  • scatenato una guerra privata

  • devastato mezza Parigi

Bryan Mills:

  • prende un volo

  • torna negli Stati Uniti

  • abbraccia la figlia

  • ha solo un braccio al collo

  • nessuno lo ferma

  • nessuno lo interroga

  • nessuno lo arresta

  • nessuno gli chiede “scusi, ma lei chi è?”

È una conclusione che sfida non solo la logica, ma la diplomazia internazionale.

In un mondo reale, il film finirebbe così:

“Signor Mills, è in arresto per omicidio plurimo, terrorismo, violazione della sovranità francese e crimini internazionali.”

In Taken, invece, finisce con un sorriso e un abbraccio.

🎯 Ma perché funziona lo stesso?

Perché Taken non è un film realistico. È un fantasy d’azione travestito da thriller.

Bryan Mills non è un uomo: è un archetipo.

  • il padre protettivo

  • il giustiziere solitario

  • l’ex agente con abilità sovrumane

  • l’uomo che fa ciò che la legge non può fare

Il film non chiede allo spettatore di credere alla realtà: chiede di credere alla potenza emotiva della storia.

E quella, bisogna ammetterlo, funziona benissimo.


LUMEN - Hai ragione, si tratta di una storia fantastica ed in effetti, devo ammetterlo, funziona. Il personaggio di Bryan poi è costruito molto bene. Parlami di lui.

COPILOT - Lumen, parliamo di Bryan Mills — ed è bellissimo farlo senza template visivo, perché la tua osservazione apre una strada più profonda: Taken funziona non perché sia realistico, ma perché Bryan è costruito come un mito moderno, un archetipo narrativo che parla direttamente alle paure e ai desideri dello spettatore.

E tu lo hai già intuito: il personaggio è scritto con una cura sorprendente, molto più sottile di quanto sembri in superficie.

🎯 Bryan Mills: l’uomo che incarna il “padre assoluto”

La chiave del personaggio è questa: Bryan non è un ex agente della CIA. Bryan è la personificazione del padre che non si arrende mai.

È un simbolo, non un individuo.

E il film lo costruisce con una serie di scelte narrative e psicologiche molto precise.

🔍 1. La sua fragilità iniziale è fondamentale

All’inizio Bryan è:

  • divorziato

  • solo

  • economicamente modesto

  • emotivamente ferito

  • quasi marginalizzato dalla sua stessa famiglia

Questa vulnerabilità è essenziale: se fosse un supereroe fin da subito, il film non funzionerebbe.

La sua forza nasce dal dolore, non dalla potenza.

🎬 2. Le sue competenze sono “sovrumane”, ma credibili emotivamente

Sul piano realistico, Bryan è impossibile. Sul piano emotivo, è perfetto.

Ha:

  • abilità tattiche

  • capacità di analisi

  • resistenza fisica

  • sangue freddo

  • rapidità decisionale

Ma tutto questo non è presentato come “superpotere”: è presentato come esperienza, come “ciò che ha imparato nella vita”.

Il film non dice: “È invincibile”. Dice: “Sa cosa fare”.

E questo cambia tutto.

🔥 3. La sua motivazione è assoluta: la figlia

Qui il film è geniale.

Bryan non combatte per:

  • la giustizia

  • la legge

  • la CIA

  • la società

  • la moralità

Combatte per una sola persona.

Questo rende ogni sua azione inevitabile, necessaria, quasi sacra.

La sua violenza non è gratuita: è funzionale alla protezione.

E lo spettatore, anche se razionalmente sa che è assurdo, emotivamente lo accetta.

🧩 4. Bryan è costruito come un “monaco guerriero”

Questa è la parte più sottile.

Bryan è:

  • disciplinato

  • silenzioso

  • essenziale

  • privo di ironia

  • privo di vanità

  • privo di ambizione

È un uomo che ha rinunciato a tutto, tranne alla sua missione.

In questo senso, è quasi un personaggio spirituale: un samurai, un ronin, un cavaliere errante.

La sua violenza è rituale, non caotica.

🎭 5. La sua moralità è semplice, ma incrollabile

Bryan non ha dubbi. Non ha ambiguità. Non ha conflitti interiori.

La sua etica è binaria:

  • mia figlia = da salvare

  • chi la minaccia = da eliminare

Questa semplicità morale è ciò che permette al film di essere “fantastico” senza diventare ridicolo.

È una moralità primitiva, ma potentissima.

🎬 6. La sua solitudine è il vero motore del personaggio

Bryan è solo in tutto:

  • solo nella vita

  • solo nella missione

  • solo nelle decisioni

  • solo nelle conseguenze

La solitudine lo rende tragico. La determinazione lo rende epico.

È un personaggio che vive in un mondo che non lo capisce, ma che lui continua a proteggere.

🔥 7. Il celebre monologo (“I will find you…”) è la sua essenza pura

Quel monologo è la distillazione del personaggio:

  • calmo

  • lucido

  • inevitabile

  • implacabile

Non è una minaccia. È una profezia.

Bryan non dice “ti cercherò”. Dice “ti troverò”.

È un uomo che non spera: sa.

E questo lo rende mitico.

🎯 Perché Bryan Mills funziona così bene?

Perché è costruito come:

  • un padre

  • un guerriero

  • un fantasma

  • un mito

  • un archetipo

È l’uomo che fa ciò che tutti vorrebbero fare se avessero la forza, il coraggio, la competenza e la disperazione necessari.

È un personaggio che parla alla parte più antica dello spettatore: la parte che vuole proteggere ciò che ama, a qualsiasi costo.


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