sabato 13 maggio 2023

La libertà secondo Veneziani

La libertà non è tutto ciò che mi va di fare, la libertà confina in alto col dovere, in basso con la responsabilità, ai lati col rispetto degli altri e da ogni parte con la misura. 

Nella misura c’è la discrezione, la non ostentazione, la capacità di discernere ciò che è intimo da già che è pubblico, ciò che è privato da ciò che è solenne. 

E tutto questo si chiama buon gusto. E la netta separazione tra ciò che è intimo e privato e ciò che è pubblico e solenne.

MARCELLO VENEZIANI

domenica 23 aprile 2023

Barzelletta - 5

Dinanzi ad una chiesa ci sono due mendicanti, ognuno con un cartello: “Fate la carità a un povero cattolico” e : “Fate la carità ad un povero ebreo”. 

Naturalmente tutti fanno la carità al cattolico. 

Finché un benintenzionato dice all’ebreo che farebbe bene a questuare dinanzi ad una sinagoga.

Quando questi si allontana l’ebreo dice all’amico: “Samuele, hai capito? Questo cattolico vorrebbe insegnare a noi ebrei come si fanno gli affari”.

lunedì 10 aprile 2023

NBA - Previsoni Playffs 2023

 EST

MIL - MIA = MIL  /// CLE - NYK = NYK

BOS - ATL = BOS  ///  PHI - BRK = PHI


MIL - NYK = MIL

BOS - PHI =PHI


MIL - PHI =MIL


OVEST

DEN - MIN = DEN   ///   PHX - LAC = PHX

MEM - LAL = LAL   ///   SAC - GSW = GSW


DEN - PHX = PHX

LAL - GSW = GSW


PHX - GSW = PHX


FINALS

MIL - PHX = PHX

martedì 21 marzo 2023

Noi e gli altri

Il bias di proiezione è una tendenza cognitiva che porta le persone a pensare che gli altri la pensino come noi, o che abbiano le nostre stesse caratteristiche. 

Si tratta di una forma di auto-percezione, in cui le persone proiettano le proprie preoccupazioni, aspettative e opinioni sugli altri. In altre parole, questo bias può spingere le persone a vedere negli altri le caratteristiche che vedono in se stesse o che temono di possedere. 

Ad esempio, un individuo potrebbe essere incline a sospettare che gli altri siano bugiardi (o generosi) solo perché è consapevole del fatto che mente spesso (o che lui stesso è una persona generosa). 

Questo tipo di tendenza alla proiezione può influire su come ciascuno percepisce la realtà e interagisce con gli altri.

ANA MARIA SEPE (dal blog di MARCO PIERFRANCESCHI)

domenica 5 marzo 2023

Cos'è davvero la Scuola

La scuola non ho mai potuto amarla perché amo l’insegnamento, non la scuola.

La scuola è un ambiente in cui dei ragazzi che, per età, tendono a pensare soltanto al sesso, allo sport e ai divertimenti, sono costretti ad interessarsi di cose di cui non gli importa assolutamente niente e di cui, dopo tutto, non capiscono niente. 

E invece non soltanto l’insegnante quelle nozioni deve ficcargliele a forza nel cervello, ma poi ha anche la detestabile incombenza di controllare che le abbiano imparate. Si chiama “interrogazione”.

No, la scuola non è un posto che si possa amare. Gli alunni – salvo rarissime eccezioni – non studiano per imparare qualcosa: studiano per avere la sufficienza, non essere bocciati e non avere problemi in famiglia. Cosa che sta alla cultura come la prostituzione sta al sesso.

Questa è la scuola. E che cosa è invece l’insegnamento? L’insegnamento è la trasmissione della cultura da chi l’ha a chi non l’ha, e amerebbe averla. E la cultura è una di quelle poche cose che, a regalarla, non diminuisce ma si moltiplica.

E quando questo riesce si crea fra insegnante e discente quell’amicizia che è anche “filiazione spirituale”, quale la vediamo nel rapporto fra Socrate e i suoi discepoli.

GIANNI PARDO

martedì 21 febbraio 2023

Evoluzione umana

L’inurbazione, l’abitudine a far parte di contesti sociali sempre più estesi, la riduzione della pressione selettiva dell’ambiente naturale, per quanto percepiti individualmente come vantaggi, stanno potenzialmente selezionando varietà umane adattate ad habitat artificiali. 

Come per certe razze animali d’allevamento che, in seguito a selezioni ed incroci, hanno maturato caratteristiche che le rendono inadatte a sopravvivere in un ambiente naturale, anche per i nostri discendenti potrebbe materializzarsi uno scenario analogo, avendo perso, nella lunga strada dell’evoluzione sociale, sia le caratteristiche fisiche che i saperi necessari a sopravvivere in assenza di un contesto civilizzato.

L’esplosione di ‘diversità’ che emerge come conseguenza della sovrappopolazione, della produzione industriale di alimenti e della capacità di curare un ampio ventaglio di malattie e problemi fisici, se giova momentaneamente sia ai singoli che all’efficienza della collettività nel suo complesso, sul lungo termine finisce col danneggiare gli individui che, generazione dopo generazione, sperimentano una sempre più marcata inadeguatezza fisica ed alienazione dalla realtà che ne ha primariamente modellato l’anatomia e le reazioni psicologiche. 

È questo il rovescio della medaglia del ‘Paese dei Balocchi’ che l’ideologia dei consumi ci ha costruito intorno.

MARCO PIERFRANCESCHI

venerdì 17 febbraio 2023

Sfruttamento irrazionale

Un incremento della disponibilità di risorse, indotto da nuove modalità di sfruttamento, finirà inevitabilmente a produrre una cultura socialmente condivisa votata all’aumento dei consumi (come è l’attuale) e la collettività, tenuta unita da questa convinzione, alimenterà tale processo fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Ciò è determinato dal fatto che i soggetti responsabili dell’incremento dei consumi ricavano da questo processo il potere economico necessario ad alimentare narrazioni collettive favorevoli al processo stesso. Il progressivo esaurimento comprenderà anche le risorse potenzialmente rinnovabili, come quelle derivanti dai processi biologici, che in seguito all’aumento della popolazione verranno sottoposte ad uno stress eccessivo, finendo col perdere la capacità di auto-rigenerarsi. (...)

Qualunque appello alla razionalità collettiva, qualunque speranza di ravvedimento, non possono che cadere nel vuoto. Le dinamiche relazionali umane danno luogo a processi marcatamente irrazionali, capaci di metabolizzare e sfruttare le funzioni cognitive superiori, ovvero la capacità di analisi logica e razionale, alterando e distorcendo la percezione collettiva delle conseguenze ultime dei processi in atto in modo da eliminare ogni possibile freno inibitorio.

MARCO PIERFRANCESCHI