sabato 13 maggio 2023

La libertà secondo Veneziani

La libertà non è tutto ciò che mi va di fare, la libertà confina in alto col dovere, in basso con la responsabilità, ai lati col rispetto degli altri e da ogni parte con la misura. 

Nella misura c’è la discrezione, la non ostentazione, la capacità di discernere ciò che è intimo da già che è pubblico, ciò che è privato da ciò che è solenne. 

E tutto questo si chiama buon gusto. E la netta separazione tra ciò che è intimo e privato e ciò che è pubblico e solenne.

MARCELLO VENEZIANI

domenica 23 aprile 2023

Barzelletta - 5

Dinanzi ad una chiesa ci sono due mendicanti, ognuno con un cartello: “Fate la carità a un povero cattolico” e : “Fate la carità ad un povero ebreo”. 

Naturalmente tutti fanno la carità al cattolico. 

Finché un benintenzionato dice all’ebreo che farebbe bene a questuare dinanzi ad una sinagoga.

Quando questi si allontana l’ebreo dice all’amico: “Samuele, hai capito? Questo cattolico vorrebbe insegnare a noi ebrei come si fanno gli affari”.

lunedì 10 aprile 2023

Il fascino della NFL

La NFL ha successo perché è due sport in uno:

uno sport di violenza controllata, per chi ama l’impatto fisico, la collisione, l’agonismo brutale;

uno sport di strategia estrema, per chi ama la tattica, la geometria degli spazi, la lettura degli schemi, la partita a scacchi tra allenatori.

Ed entrambi i livelli convivono nella stessa partita.

1. Il piano “fisico”: la violenza regolata

Le fonti lo descrivono come “controlled mayhem”, caos controllato .

Ogni azione è una collisione tra atleti enormi e velocissimi.

Le linee offensive e difensive sono “giganti umani” che si scontrano come arieti.

Il contatto è parte essenziale dello spettacolo: placcaggi, sack, corse spezzate.

La fisicità è ritualizzata: armature, protezioni, impatti misurati.

È lo strato che attira chi ama l’agonismo puro, la forza, la resistenza, il coraggio.

2. Il piano “mentale”: la partita a scacchi

Le analisi lo definiscono “chess with helmets” e “una partita a scacchi giocata da uomini in armatura” .

Qui entra in gioco la parte che ti piace:

Ogni azione è un micro‑mondo tattico: inizio, sviluppo, conclusione.

Il coach prepara script di 20–25 giocate come un maestro di scacchi prepara le aperture.

Il quarterback è un regista che legge la difesa come un giocatore di scacchi legge la posizione.

Le difese cambiano allineamenti come un avversario cambia struttura sulla scacchiera.

Le geometrie degli spazi (angoli, leverage, spacing) ricordano la tattica del tennis e degli sport di precisione .

Ogni snap è una decisione strategica: anticipare, ingannare, manipolare, reagire.

3. Perché questa doppia natura funziona così bene?

Perché permette a ogni spettatore di trovare “il suo” sport dentro lo sport.
Se ami la fisicità

→ guardi le corse, i placcaggi, le battaglie nelle trincee.
Se ami la strategia

→ guardi le letture del QB, le coperture difensive, le motion pre‑snap, gli schemi.
Se ami entrambe

→ la NFL diventa un’esperienza totale: violenza + cervello, caos + ordine, istinto + calcolo.

4. La struttura del gioco amplifica questa dualità

Le fonti lo sottolineano: il football è stop‑and‑go per natura .

Ogni azione dura pochi secondi.

Poi tutto si ferma.

E in quel fermo si pensa, si calcola, si prepara la prossima mossa.

È come se ogni partita fosse composta da 60 problemi di scacchi, intervallati da 60 collisioni fisiche.

5. Il risultato finale: uno sport unico

La NFL è l’unico sport che riesce a essere:

spettacolare come un film d’azione,

intellettuale come una partita a scacchi,

geometrico come il tennis ad alto livello,

drammatico come il teatro,

scientifico come un laboratorio di fisica applicata.

martedì 21 marzo 2023

Noi e gli altri

Il bias di proiezione è una tendenza cognitiva che porta le persone a pensare che gli altri la pensino come noi, o che abbiano le nostre stesse caratteristiche. 

Si tratta di una forma di auto-percezione, in cui le persone proiettano le proprie preoccupazioni, aspettative e opinioni sugli altri. In altre parole, questo bias può spingere le persone a vedere negli altri le caratteristiche che vedono in se stesse o che temono di possedere. 

Ad esempio, un individuo potrebbe essere incline a sospettare che gli altri siano bugiardi (o generosi) solo perché è consapevole del fatto che mente spesso (o che lui stesso è una persona generosa). 

Questo tipo di tendenza alla proiezione può influire su come ciascuno percepisce la realtà e interagisce con gli altri.

ANA MARIA SEPE (dal blog di MARCO PIERFRANCESCHI)

domenica 5 marzo 2023

Cos'è davvero la Scuola

La scuola non ho mai potuto amarla perché amo l’insegnamento, non la scuola.

La scuola è un ambiente in cui dei ragazzi che, per età, tendono a pensare soltanto al sesso, allo sport e ai divertimenti, sono costretti ad interessarsi di cose di cui non gli importa assolutamente niente e di cui, dopo tutto, non capiscono niente. 

E invece non soltanto l’insegnante quelle nozioni deve ficcargliele a forza nel cervello, ma poi ha anche la detestabile incombenza di controllare che le abbiano imparate. Si chiama “interrogazione”.

No, la scuola non è un posto che si possa amare. Gli alunni – salvo rarissime eccezioni – non studiano per imparare qualcosa: studiano per avere la sufficienza, non essere bocciati e non avere problemi in famiglia. Cosa che sta alla cultura come la prostituzione sta al sesso.

Questa è la scuola. E che cosa è invece l’insegnamento? L’insegnamento è la trasmissione della cultura da chi l’ha a chi non l’ha, e amerebbe averla. E la cultura è una di quelle poche cose che, a regalarla, non diminuisce ma si moltiplica.

E quando questo riesce si crea fra insegnante e discente quell’amicizia che è anche “filiazione spirituale”, quale la vediamo nel rapporto fra Socrate e i suoi discepoli.

GIANNI PARDO

martedì 21 febbraio 2023

Evoluzione umana

L’inurbazione, l’abitudine a far parte di contesti sociali sempre più estesi, la riduzione della pressione selettiva dell’ambiente naturale, per quanto percepiti individualmente come vantaggi, stanno potenzialmente selezionando varietà umane adattate ad habitat artificiali. 

Come per certe razze animali d’allevamento che, in seguito a selezioni ed incroci, hanno maturato caratteristiche che le rendono inadatte a sopravvivere in un ambiente naturale, anche per i nostri discendenti potrebbe materializzarsi uno scenario analogo, avendo perso, nella lunga strada dell’evoluzione sociale, sia le caratteristiche fisiche che i saperi necessari a sopravvivere in assenza di un contesto civilizzato.

L’esplosione di ‘diversità’ che emerge come conseguenza della sovrappopolazione, della produzione industriale di alimenti e della capacità di curare un ampio ventaglio di malattie e problemi fisici, se giova momentaneamente sia ai singoli che all’efficienza della collettività nel suo complesso, sul lungo termine finisce col danneggiare gli individui che, generazione dopo generazione, sperimentano una sempre più marcata inadeguatezza fisica ed alienazione dalla realtà che ne ha primariamente modellato l’anatomia e le reazioni psicologiche. 

È questo il rovescio della medaglia del ‘Paese dei Balocchi’ che l’ideologia dei consumi ci ha costruito intorno.

MARCO PIERFRANCESCHI

venerdì 17 febbraio 2023

Sfruttamento irrazionale

Un incremento della disponibilità di risorse, indotto da nuove modalità di sfruttamento, finirà inevitabilmente a produrre una cultura socialmente condivisa votata all’aumento dei consumi (come è l’attuale) e la collettività, tenuta unita da questa convinzione, alimenterà tale processo fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Ciò è determinato dal fatto che i soggetti responsabili dell’incremento dei consumi ricavano da questo processo il potere economico necessario ad alimentare narrazioni collettive favorevoli al processo stesso. Il progressivo esaurimento comprenderà anche le risorse potenzialmente rinnovabili, come quelle derivanti dai processi biologici, che in seguito all’aumento della popolazione verranno sottoposte ad uno stress eccessivo, finendo col perdere la capacità di auto-rigenerarsi. (...)

Qualunque appello alla razionalità collettiva, qualunque speranza di ravvedimento, non possono che cadere nel vuoto. Le dinamiche relazionali umane danno luogo a processi marcatamente irrazionali, capaci di metabolizzare e sfruttare le funzioni cognitive superiori, ovvero la capacità di analisi logica e razionale, alterando e distorcendo la percezione collettiva delle conseguenze ultime dei processi in atto in modo da eliminare ogni possibile freno inibitorio.

MARCO PIERFRANCESCHI